Umberto Bartoli espone, all'Accademia, insieme ad alcune fra le sue sculture più note. una serie di pastelli che rappresentano una fra le sue fatiche ultime, un'esperienza nuova, una ri cerca ulteriore nel campo infini to delle forme della natura.
Cosi come i suoi Crocefissi lignei sono escavati, estratti, per virtù maieutica dal tronco ori ginario) che il ramificarsi della linfa arborea sembra divenuto lo stesso, diffuso scorrere a ramificazioni capillari del sangue, in questi cartoni è vivificata la fantasia inesausta della natura nelle forme delle pietre scavate, levigate, rese lucenti dalle acque dei torrenti, come sculture policrome, venate. stria te. raggiate, in una felice libertà di colori puri.
è come se la ricerca di questo artista mite mirasse a sca vare nella materia nelle sue varietà, attraverso la superficie scabra o levigata dei tronchi nella morbida, serica patina dell'avorio traslucido, l'anima stessa delle cose create, quell'anima che frate Francesco. nel Cantico delle Creature evocava a laudare la gloria del Signore.
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