RECENSIONI


Premio Lions 1973

di (Ed. La Nazione), 17/03/1973



Umberto Bartoli, l'artista livornese da tempo residente a Firenze. è stato insignito del premio Lions. La consegna avverrà stasera all'albergo Palazzo, presenti autorità e invitati. nel corso della festa organizzata anche per la ricorrenza del 17.0 anniversario di fondazione del club livornese. Nell 'occasione saranno pure consegnati i premi di studio agli studenti meritevoli.
E' noto, il « premio Lions » viene assegnato ogni anno a quel livornese che onora la sua città in campo nazionale o internazionale per le sue benemerenze nei mondo dcll'arte. della cultura, della scienza, dell'attività professionale. L'apposita- commissione composta, oltre che da esponenti del Lions, dai rappresentanti del comune, della provincia e della stampa, ha scelto in una vasta rosa Umberto Bartoli.
Ecco il suo curriculum:
Umberto Bartoli nasce a Livorno, il 4 aprile 1888, da famiglia modesta ma, indubbiamente di forte tempra. Di questa sua origine va evidentemente fiero, pure nella sua semplicità di espressione e di atteggiamento. E' quasi con gioia che oggi racconta come, appena ragazzo, aiutava la mamma tirando un carretto' per il lungomare di Livorno... che egli ama infinitamente con amore e con un entusiasmo quasi fanciullesco.
Con questa frase inizia la biografia che Emma Micheletti ha tracciato in testa alla pubblicazione recentemente uscita per i tipi di Giorgi e Garnbi in Firenze, dedicata a questo scultore. Era figlio di un fabbro del cantiere Orlando; perso il pare a 5 anni (terzo di quattro figli) deve rispondere agli eroici sacrifici della madre, che si mette a fare la lavandaia « senza rimpianti e senza debolezze », con i primi sacrifici propri; del suo tempo di bambino privo di preoccupazioni fino allora se non quelle di correre lungo i viali dell'Ardenza. Viene ospitato nell'istituto Pascoli e avviato a fare il sarto, scopre nel laboratorio del falegname invece la passione per la materia lignea che sarà la componente più forte della sua arte. Gli rimane del sarto quel gusto tipicamente artigiano che Giovanni Papini gli riconosce nel suo diario: « in lui sopravvive la tradizione dei vecchi artigiani-artisti che avevano scolari e lavoravano per ordinazione... e ancora... "il Bartoli è un bravo livornese che ha saputo conservarsi artigiano pur essendo un artista"
E' di quel tempo al « Pascoli » l'incontro con Cesare Tarrini e l'inizio di una amicizia che rimarrà negli anni, delle prime esperienze con i legni e con le crete del Cigna, buone per modellare; poco dopo nel 1909 si presenta per la prima volta alla Bottega d'Arte con un Abele morente, che è già un piccolo capolavoro. Si trasferisce poi a Firenze dove rimarrà stabilmente, tranne per le sue continue scappate a Livorno, a ritrovare il suo mare, le sue amicizie mai perdute.
L'arte del Bartoli matura nella Firenze del Ghiberti e di Donatello, di Desiderio da Settignano e di Tino da Camaino, nomi che buttiamo giù a indicare un «clima» particolare che ha nutrito la sua sensibilità. completando con questo afflato misterioso che i grandi del passato riescono a immettere in chi ha orecchie per intendere. Il gusto innato e il senso mirabile di cogliere l'umanità nell'intimo della sua verità. sia che lo interessino i particolari naturalistici degli uomini comuni intenti al lavoro, a battersi. a giuocare. sia che voglia fissare i volti e i corpi di personaggi illustri a tutti noti, ma che al suo occhio di artista si svelano più compiutamente. Ma la maggior quota della sua arte è dedicata alla produzione sacra. I suoi Francesco, in varie soluzioni. suggerite spesso a lui, maestro del levare. dal tronco particolare del legno prescelto; le sue crocifissioni e specialmente le sue pietà hanno la forza di persuasione delle grandi opere e segnano momenti di profonda macerazione artistica.
Vanno ricordate poi le sue opere pittoriche, nate per la esigenza di lavorare durante Io sfollamento: i suoi sassi di Castiglioncello, i suoi cavalli, eseguiti con la tecnica dell'encausto. che rivelano una sorprendente sensibilità cromatica. Un artista e un lavoratore - conclude la motivazione - una figura caratteristica della nostra terra. della nostra cilviltà, un incontro indimenticabile come accade quando si ha la fortuna di imbattersi nell'uomo al pieno delle sue capacità espressive. Quanto ai premi di studio. essi saranno consegnati ai seguenti studenti: - per la maturità classica: Francesca Giardina, nata il 26 ottobre 1954 (abitante a Livorno, via. Calzabigi 97: - per la maturità scientifica: Gabriella Giuliano. nata il 21 maggio 1954. abitante a Livorno. via Ulvi Liegi 59; - per la maturità tecnicocommerciale: Tommaso Fontana, nato il I0 agosto 1953, abitante a Livorno.


In questa recensione vengono menzionate le seguenti opere:




Galleria immagini e Documenti

    Dall'opera "Crocifisso 482"



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