Una grande mensa, semplicissima, rustica; è la mensa dei figli di Dio, ove si cibano ogni giorno del Nostro Pane Quotidiano, ove impariamo a vivere e ad amare.
Nel mezzo dell'altare un grande Tabernacolo di rame e di argento: qui abita il nostro Dio, da qui il nostro Maestro ci guarda e ci guida.
Sulla porticina del Tabernacolo Cristo Vite e Buon Pastore ci ricorda che da qui si attinge la vita che dovremo domani distribuire al gregge che la Chiesa ci affiderà.
Sull'altare un grande Crocifisso. e il tabernacolo, è opera del Prof. Bartoli.
Umanamente dolente, distese le membra in una pace voluta e sofferta, è la vittima volontaria che su una grande croce, che si slarga a divenire patena, si offre al Padre in espiazione dei nostri peccati.
La croce ricorda così la patena della S. Messa, come pure vuole ricordare misticamente che la vocazione è la grande patena d'oro su cui si offre vittima, cristificato, il Sacerdote. Siamo profondamente grati aI Prof. Bartoli per questa concezione uova ed ardita e così vicina al nostro spirito.
Di lato all'altare una bella Madonnina ci presenta Gesù.
Lui solo è il nostro modello, da Lui solo noi dobbiamo imparare. Bartoli ha dato un volto alla Vergine carico di preoccupazioni e di una velata malinconia: Maria sembra temere di affidare alle nostre povere mani umane il mistero del Suo Gesù.
NOI SEMINARISTI - 27/05/1961
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