Personaggi in caricatura
Persone in vista della nostra città, in ogni campo, sia politico sia artistico e culturale hanno fornito spiritosamente il soggetto a due mostre analoghe - almeno parzialmente - ospitate dalla Permanente.
Un giovane disegnatore, Pier Luigi Lunardi, si trova prossimo a Umberto Bartoli che le caricature scava nel legno.
Singolare accostamento.
Anche per la diversa esperienza e la diversa maturazione dei due espositori.
Meno mordace, più incline al sorriso, come vuole l'età. il Lunardi: dalla cui matita, tuttavia, sono usciti alcuni gustosi cartelloni, dove si avverte un estro in fermento. non ancora (e non sarebbe forse possibile) messo completamente a fuoco. Qua e là, il mordente della caricatura si traduce in una aggraziata deformazione dei tratti fisionomici, qua e là si urta nel timore di inclinazioni. Ma altrove, quando la confidenza nel soggetto è maggiore e la consuetudine consente di abbandonare giustificabili esitazioni, il Lunardi trova un suo accento personale.
Quanto a Umberto Bartoli le sue sculture brucianti meriterebbero un lungo discorso.
Egli «sente» il soggetto e lo traduce attraverso i termini essenziali di un movimento. di una particolarità fisica che basta a suggerire al visitatore l'immagine reale. C'è qui un senso critico che non si lascia sfuggire nulla, che coglie al vivo, con prontezza, l'elemento centrale della persona carica� turata. Ora sono le goffe movenze di un abito, ora le mani gigantesche, ora la lucidità di un cranio, ora la oscillante andatura: sarebbe impossibile dire di che cosa è fatta la caricatura del Bartoli. Di tutto e di nulla. Ossia, di una osservazione spietata, sicurissima.
Accanto a questa produzione ( un piccolo popolo di persone note e notissime) il lavoro dello scultore che nei tronchi degli alberi intravede già vive le creature avvenire e le traduce con una poesia lucida e amo� rosa (si veda la freschezza adolescente di Salambò e la mistica poesia di San Francesco). E, anche, una. produzione pittorica che tiene di un primitivismo e di una semplicità ai quali non sono estranei, appunto, il lungo lavoro dello scalpello.
P.A.
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