L'antica Badia benedettina di Torrechiara riprende oggi nel quinto centenario della fondazione, il suo origina rio ruolo religioso e artistico. L'iniziativa di un gruppo di amici ha promosso il graduale restauro dello splendido complesso che sorge sulle sponde della Parma e ha riportato nelle sale e chioschi tradizionali la presenza delle arti la pittura, la scultura. la musica.
Nel pomeriggio di oggi, alle 16. la Badia apre le porte al pubblico con una mostra di un significativo artista toscano, Umberto Bartoli, e con un concerto per archi e organo dedicato a musiche di Beethoven, Lalo, Albinoni. Godard, Nocilli, Viotti. Saranno presenti intorno ai monaci e ai laici che hanno voluto il recupero di questo antico centro religioso, le autorità cittadine, le personalità della cultura e dell'arte; inoltre giungeranno da Firenze gli amici della Certosa per con fermare l'unità d'intenti con il gruppo della Badia di Tor.
La mostra di Umberto Bartoli si inserisce nel discorso iniziato dagli amici della Badia per l'intensa intonazione umana e religiosa che la conduce al rapporto con il visitatore odierno. Quello di Umberto Bartoli - ha scritto la. Sra V.Masini - è un mondo che non si colloca in una posizione di rifiuto rispetto alla situazione odierna, che non propone soluzioni di carattere generale a problematiche di impegno attuale; ha soltanto una sua visione da esprimere e lo fa con la chiarezza e l'orgoglio di chi conosce. fino in fondo, la materia che tratta. di chi sa di poterla dominare pienamente.
è stata tutta una vita consacrata ad un amoroso. continuo dialogo con le espressioni e i mezzi artistici dei tempi passati. Da quando, ragazzo, orfano di padre, ha dovuto alternare, coraggiosamente. un lavoro artigianale con studi serali, approfittando di ogni momento di respiro per correre, quasi ad incontri d' amore, nelle gallerie fiorentine, a ricercare nei Maestri una guida e un incitamento continuo al di là di ogni accademia
Umberto Bartoli ha trovato un suo mondo. Il nostro non lo interessa; è convinto che il suo dovere sia quello di andar dritto per la sua strada. di obbedire alle leggi, per lui indiscutibili, della morale cristiana. Non gli si può chie dere - aggiunge ancora Lara V. Masini - di proporsi un tema attualità: è un argomento che non incide nè sfiora la sua attenzione. La sua attualità è quella della vita quotidiana, tenuta quanto più è possibile fuori dagli avvenimenti, siano essi terribilmente incidenti nella vita reale e spirituale dell'uomo, siano essi semplici contingenze transitorie. Anzi, alla luce della sua visione cosi calma e serena, ogni avvenimento. sia pure terribile, si ridimensiona nei limiti della contingenza anche inevitabile e dolorosa.
Umberto Bartoli, quindi, « è un difensore dei valori della tradizione, uno il cui sforzo quotidiano è quello di salvare gli uomini dalla consapevolezza del loro momento storico.
In accordo con l'antica tradizione toscana egli ha un vincolo di amicizia con il legno, che esplora nelle sue fibre più segrete per estrarre dalla forma di natura l'immagine profonda dell 'uomo. II Crocefisso affiora dall'abbraccio della materia con l'intensità di una testimonianza spirituale calata in terra a contatto di respiro con i drammi quotidiani dell'uomo. Ed è questo anche il significato dell 'iniziativa promossa dagli amici della Badia di Torrechiara per il recupero di una antica tradizione di cultura.
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