RECENSIONI


Crocifisso in un solo pezzo di noce

di (Ed. )


Nello studio di uno scultore fiorentino, in via Fra Paolo Sarpi c'è un Crocifisso intagliato nel legno di noce che, a parte il valore artistico, ha una non comune particolarità: è « tutto di un pezzo ». In altre parole, la figura di Cristo, quasi a grandezza naturale, con l'ampia apertura delle braccia che ripete in larghezza poco meno del metro e sessanta dell'altezza, è stata realizzata senza pezzi aggiunti.
Lo scultore Umberto Bartoli, un «giovanottone» di trettantaquattro anni, il quale confessa umilmente un grande peccato di superbia: quello di ritenersi un artigiano, come artigiani si ritenevano definendosi «scalpellini » i suoi predecessori del Rinascimento.
Lavora ogni materiale: marmo, pietra, legno, avorio, cesella oro e argento; disegna, dipinge . incide. E' un artista enciclopedico e cioè fiorentino. Suo figlio, Lando Bartoli. non ebbe altra scelta, per non entrare nel campo del padre, oltre quella di fare l'architetto.
E' stato Lando Bartoli a presentarcl il padre : un uomo allegro, vivace, dagli occhi azzurri e dai capelli candidi, che accanto al figlio può passare per un fratello maggiore. Anzi. un giorno. fu lui che presentò il figlio a qualcuno dicendo: «Le presento mio padre». E' un burlettone, e anche in questo fa onore alla tradi zione.
Ma diventa sentimentale soltanto quando parla. del crocifisso « tutto di un pezzo ». la qui storia è veramente da raccontare.
Quel Croci/isso era. un rigoglioso noce, una quindicina di anni fa. Allorchè lo scultore fu invitato a. desinare dai francescani del convento di San Sal� tatore al Monte. dove ebbe il posto d'onore. a tavola. alla destra del padre guardian0. nel grandre severo refettorio . Recitò con i frati le preghiere di rito e con i frati, benedicendo il Signore. consumò il pasto sentendosi invadere da. un senso di gioia. mistica che non aveva mai provato.
Terminata la refezione, dopo le altre preghiera, imposte dalla regola francescana, usci all'aperto per godere con il padre guardiano e gli altri fraticelli una mezz'ora di siesta passeggiando nell'orto. La giornata era splendida, l'autunno si rivelava con il primo rosseggiare delle foglie degl'alberi e qualche brivido di frescura che incrinava il tepore dell'aria. I fraticelli si ricreavano ammirando il cielo e la terra, ripetendo in cuor loro i versetti del Cantico delle Creature per tante cose; per le colline intorno al prodigio di Firenze, per le montagne lontane, per le piante che popolavano l'orto del convento.
Una di queste piante attrasse l'attenzione dell'artista che si fermò a guardarla con un'aria così stupefatta e assorta da suscitare la curiosità dei frati.
Il Padre Guardiano lo scosse dalla contemplazione: gli chiese.
rispose ancora assorto lo scultore
disse il padre guardiano « Guardi comè carico di noci ». Ma. lo sguardo del Bartoli non si alzò verso la chioma della. pianta pun� teggiata dal verde-marrone del mallo del frutti: guardava. il tronco, dalle radici al primo aprirsi dei rami.
«Padre». disse lo scultore « in questo noce ce già scolpita la. figura di Gesù Crocifisso. Guardi qui nel tronco le gambe ripiegate nell'abbandono della morte; il busto rilassato.... Guardi questo troncone di ramo in alto la. testa reclinata che ha già nei nodi le tracce dei lineamenti del Redento� re. e guardi questi due rami che vanno in alto: le braccia inchiodate alla croce».
Il gruppo del fraticelli era accorso e aveva fatto capannello intorno all'albero e all'artista. E tutti guardavano, ma. nessuno riusciva a scorgere quello che lo scultore vedeva. Per loro. quella non era che una pianta. di noce. come per ogni profano un blocco di marmo non è che un blocco di marmo. Cè una cantilena nella dolce lingua provenzale che dice: « Fare una statua è molto facile. e te lo insegno subito: prendi un gran pezzo di pietra e togli quello che c'è di troppo. Lo diceva anche Michelangiolo quando parlava dell' . In quell momento Umberto Bartoli aveve già tolto dal noce quello che c'era di troppo.
Quando lo scultore disse al Padre guardiano: tutti si misero a ridere.
rispose il frate Venne un'altro autunno. Per tutto quel tempo lo scultore aveva pensato al noce nell'orto di San Salvatore al Monte ma non era mai tornado ad ammirarlo.
Si trovava nello stato d'animo dell'innamorato ma innamorato a tal punto da desiderare e temere insieme un incontro con la persona amata. Lavorava ma non con la foga abituale.
Aveva l'impressione che quella pianta, sola, lassù nell'orto dei frati, lo chiamasse e gli chiedesse di essere liberata dal troppo legno per diventare il Crocefisso che aveva dentro di se
Un giorno trillò il telefono: la voce del padre guardiano risuonò nel telefono: . « Nulla. perchè?». rispose. lo scultore. « Perchè è secco come un chiodo », disse la voce «e non si capisce come abbia fatto a morire tutto a un tratto quando non c'è pianta che prima non agonizzi qualche anno». «E allora ? » disse Bartoli.
«E allora venga su e se lo prenda» disse la voce.
Il Crocefisso «tutto di un pezzo» è li. nello studio dell'artista. Non lo darebbe via nemmeno se glielo pagassero a peso d'oro
Come la divina figura sia uscita dal tronco e dai rami, con quale foga sia stato tolto il troppo legno ce lo dicono I colpi di scalpello e di sgorbia. che si rivelano quasi furiosi, senza ombra di incertezza o di pentimento. Quel Crocefisso esisteva veramente dentro il noce, voleva uscirne. Voleva uscirne con tanto desiderio da sucitarne un miracolo.
Questo almeno. è ciò che pensa. l'artigiano,. Umberto Bartoli.


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    Dall'opera " Crocifisso in un sol pezzo 530"



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